Novità

Droplet Digital PCR

In occasione del 10 Anniversario, a giugno 2019, abbiamo realizzato un grande progetto donando al CREA, Centro di Ricerca Onco-Ematologico AIL di Brescia (presso Spedali Civili), una DROPLET DIGITAL PCR, sistema innovativo le cui applicazioni in ambito onco-ematologico sono sulla valutazione della "malattia minima residua" che, nel corso dei diversi cicli di chemioterapia, è di fondamentale importanza per valutare la probabilità che un paziente sviluppi una recidiva della neoplasia.

In questo momento di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ci ha fatto molto piacere sapere che lo strumento è utilizzato anche per un progetto così attuale:

TITOLO PROGETTO: “Quantificazione di MxA per l’identificazione dei pazienti COVID-19 a più alto rischio di sviluppare una malattia critica” 
 
Titolo breve: MxA in pazienti COVID-19 ad alto rischio 
 
Descrizione:
La pandemia di SARS-CoV-2 ha inesorabilmente segnato la storia recente del nostro Paese e dell’umanità intera. Il primo caso di COVID-19 in Italia è stato registrato alla fine di Gennaio 2020 e da allora su tutto il territorio italiano sono state riportati 36.705 morti e almeno 434.449 contagi (https://coronavirus.jhu.edu/map.html). La Lombardia è stata tra le prime regioni a trovarsi a fronteggiare l’epidemia da SARS-CoV-2 e Brescia è stata tra le città maggiormente colpite per numero di casi e decessi. Gli Spedali Civili di Brescia hanno fronteggiato la pandemia sia in termini assistenziali, sia da un punto di vista di ricerca scientifica, contribuendo a fare luce sulla risposta immune dell’ospite nei confronti di questo virus sconosciuto. I ricercatori degli spedali Civili, in collaborazione con quelli di un prestigioso partner americano, il National Institute of Health (NIH), ha dimostrato che i pazienti affetti da COVID-19, mancano di una risposta immunitaria efficace garantita dagli interferoni di tipo I (IFN-I). Il 3,5% dei pazienti COVID-19 arruolati nello studio infatti ha presentato difetti genetici che si ripercuotono sulla produzione di IFN di tipo I. Inoltre, più del 10% dei pazienti con una forma molto grave di COVID-19 presentava autoanticorpi che andavano a bloccare l’attività di IFN di tipo I. Il ruolo chiave giocato dall’Interferone I può avere grandi implicazioni terapeutiche, e indirettamente diagnostiche. Tutte le sottoclassi di IFN di tipo I si legano al recettore IFNAR (Interferon-alfa/beta receptor), Per cui, gli auto-anticorpi anti-IFN-I prodotti da alcuni pazienti COVID-19 verso i sottotipi alfa ed epsilon vanno ad inibire il signaling attivato da IFNAR, che si ripercuote sulla produzione di mixovirus proteina A (MxA), proteina espressa dal gene MX1 indotto appunto dall’azione dell’interferone di tipo I. Mutazioni genetiche coinvolte nell’espressione di IFN di tipo I, ma in particolare nella produzione di autoanticorpi, potrebbe portare di al blocco dei pathways di IFNAR e, conseguentemente, la produzione di MxA non verrebbe indotta. Il presente progetto vorrebbe infatti rivolgere l’attenzione proprio verso l’MxA, che nel corso di infezioni virali viene attivamente espressa, rappresentando un valido biomarcatore diagnostico anche per infezioni da SARS-CoV-2. Il dosaggio di MxA in real-time PCR è un test che attualmente viene eseguito in routine esclusivamente presso gli Spedali Civili di Brescia. Nello specifico, con la presente proposta di progetto si vorrebbe validare l’applicabilità di un approccio molecolare di ultima generazione, la digital-droplet PCR, caratterizzata da una più elevata sensibilità e specificità, rispetto alla Real-time PCR per la quantificazione di MxA in pazienti COVID-19, in particolare verranno inclusi categorie di pazienti più fragili, ossia quelli affetti da malattie oncoematologiche, nefrologiche e che presentano co-morbidità importanti, dei quali potrebbe essere valutato e predetto il decorso della malattia, e lo stato di attivazione dell’immunità innata. Avere un metodo che possa aiutare a dosare, con elevata precisione le risposte dell’ospite verso questo “nemico sconosciuto” potrebbe essere una valida “arma” in più per classificare la gravità della malattia e forse anche per prevederne l’evoluzione più grave. 
 
Proponente 
Virginia Quaresima 
MSc, PhD 
Postdoctoral researcher 
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Responsabile Scientifico 
Prof. Eugenia Quiros Roldan 
MD 
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Sede dello studio 
Divisione Malattie Infettive 
Laboratorio Analisi Chimico Cliniche 
ASST Spedali Civili di Brescia 
Piazzale Spedali Civili 1, 25123 
 
Ambiti di ricerca del progetto: Ematologia, Oncologia, Nefrologia 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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